Berlusconi deluso dallo sgarbo di Toti

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Resta in primo piano lo sgarbo politico di Giovanni Toti che ha lasciato fuori dalla sua giunta i rappresentanti di Forza Italia, uno dei partiti che lo hanno portato alla vittoria. I più diretti collaboratori parlano di un Berlusconi molto amareggiato. Sia a livello personale che politico. Giovanni ha fatto un errore politico enorme, si è sfogato il leader azzurro con i suoi. Berlusconi non avrebbe capito la ratio della scelta di non lasciare nessun assessore al partito azzurro, che ha il sapore di uno sgarbo personale, con inevitabili conseguenze a livello nazionale. Se Toti aspirava a essere il capo dei moderati, quella che fatto non è certo una scelta moderata, avrebbe commentato Berlusconi. Il presidente azzurro sarebbe rimasto infastidito anche da alcune frasi del governatore riportate dalla stampa, in particolare quella su una Forza Italia ormai al capolinea. Un politico che ha ambizioni da leader nazionale non si mette in una bega locale, sarebbe stato il ragionamento dell’ex premier, rimasto deluso dopo essersi speso in campagna elettorale per la rielezione dell’ex coordinatore nazionale forzista.

Il caso ovviamente esce dai confini liguri. E diventa tema sulla possibilità di costruire un polo moderato (tante volte auspicato proprio dal governatore ligure. «Toti – commenta Giorgio Mulè, membro del coordinamento nazionale di Forza Italia – ha il complesso del brutto anatroccolo, che gli fa dire di aver agito così perché viene escluso dai tavoli nazionali del centrodestra dove si decidono le liste dei candidati e i nomi. Parla proprio lui, che non ha mai fatto nulla per garantire la tenuta della coalizione, tant’è che gioca a dividere e non a unire». Dell’esclusione di Forza Italia dalla giunta parla anche che la deputata Manuela Gagliardi, che l’anno scorso ha lasciato il gruppo degli azzurri per approdare nel misto sotto le insegne del partito di Toti «Mulè – dice la deputata di Cambiamo! – deve chiedere scusa lui a Berlusconi. Forza Italia ha fatto il 5% in Liguria, non c’erano margini per una trattativa sugli assessori». Intanto lo stesso Toti fa sapere di avere agito in totale autonomia, facendo capire che gli alleati Salvini e Meloni erano stati tenuti fuori dalle sue decisioni. Anzi gli stessi leader di Fratelli d’Italia e Lega avrebbero, assicurano fonti parlamentari, chiesto inizialmente di non escludere Forza Italia dalla giunta.



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