“Basta, fai gelare il sangue” Le urla e lo scontro di fuoco

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Scontro arrivato quasi alla rissa quello notturno tra i ministri Gualtieri e Speranza contro la renziana Bellanova.

Speranza: “Queste dichiarazioni fanno raggelare il sangue”

Prima i toni erano stati abbastanza tranquilli, a un certo punto, nel cuore della notte, il ministro della Salute Roberto Speranza è sbottato: “È assurdo quello che andate a dire in giro su questo e sul piano pandemico. Vi invito a non farlo mai più. Non è vero che noi non curiamo le persone, queste dichiarazioni mi fanno raggelare il sangue”. L’attacco subito dopo che la monistra Teresa Bellanova aveva dichiarato: “Sul Recovery ci asteniamo perché in piena pandemia, per motivi ideologici, avete deciso di dire no anche a un pezzo di Mes.

Come riportato da Repubblica, verso le 23.30 sono iniziate le urla. E da lì sono naufragate anche le ultime speranze riposte dal governo di poter salvare la situazione e arrivare a un accordo. Eppure prima il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, quello delle Politiche europee Vincenzo Amendola, e il responsabile del Sud Peppe Provenzano avevano illustrato i punti in cui il Recovery Plan è stato cambiato. In parte anche ascoltando le richieste dei renziani e di alcuni dem riguardanti investimenti necessari da affrontare.

Viene spiegato il motivo, l’innalzamento eccessivo del debito, per cui non si possono usare tutti i soldi solo per nuovi progetti. Il ministro Dario Franceschini apprezza il lavoro svolto.

Poi Speranza accende la luce su quanto il governo sia riuscito a ottenere dall’Europa. Ancora calma e sono le 22.30. Intanto, ospite a Di Martedì, Romano Prodi ha avvicinato Renzi a Bertinotti, che chiederebbe a Conte anche il ponte per la Sardegna. Ricordando quanto avvenuto nel 2008 all’allora suo governo, che cadde per dei voti mancati, plaude al premier per il suo comportamento. Tutto ciò non fa altro che innervosire Renzi&C. Inizia la Bonetti, che subito dopo passerà la parola alla Bellanova, sottolineando che mancano ancora “i fondi per l’imprenditoria femminile che riteniamo centrali”. Gualtieri interviene promettendo più risorse.

Alle 23.30 iniziano le urla

Ma ecco entrare a gamba tesa la Bellanova che subito chiede del Mes. Le spiegazioni non sembrano aver placato gli animi. Del Mes il governo non voleva neanche parlare. Gualtieri infatti prende la parola, spalleggiato dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia e dallo stesso Conte: “Il Mes non c’entra nulla, è uno strumento del tutto diverso e non alternativo. Non ha nulla a che fare con quello di cui stiamo parlando oggi”.

Il premier prova quindi a spiegare che è un debito che non garantisce per forza una maggiore spesa sanitaria. Ma niente, la ministra dell’Agricoltura prosegue dritta come un fuso e inizia a leggere il piano pandemico da pagina 25: “Quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alla necessità i principi di etica consentono di fornire trattamenti necessari preferibilmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio”. In poche parole, niente Mes e i più fragili moriranno. A quel punto Speranza sbotta: “Non potete dire una cosa del genere! Questo documento è una bozza di lavoro con dentro una riflessione molto più articolata. È riservata e tale doveva restare”. Gli fa eco Conte con un “inaccettabile”.

Due posti saranno vuoti

Ma Bellanova prosegue asserendo che i renziani sul Recovery non possono che astenersi. Ma per l’agricoltura non è stato fatto nulla. E Gualtieri tira fuori dal cappello 700 milioni che però non servono a migliorare la situazione. Alla fine esplode chiedendo “che senso ha stare qui a trattare sul Recovery se avete già deciso tutto! Non ho capito se la vostra astensione è legata a questioni di merito o se è preventiva”. Provenzano promette allora di rivedere il programma. Infine ecco arrivare anche il capo delegazione dei 5Stelle, Alfonso Bonafede, la cui richiesta è un maggior fondo per le nuove scuole da realizzare. Mancano una decina di minuti all’una di notte quando Conte chiude l’incontro-scontro e annuncia la nuova riunione alle 21.30 per la proroga dello stato di emergenza e le modifiche al Dpcm. In teoria due posti saranno vuoti.



Fonte originale: Leggi ora la fonte