Arriva la tregua fiscale per le imprese. Tasse slittate ad aprile

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«La sospensione delle scadenze fiscali assorbirà gran parte delle risorse destinate allo scostamento di bilancio». È quanto ha precisato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, al termine dell’incontro con il suo omologo francese, Bruno Le Maire aggiungendo che la norma «non riguarderà più solo i settori Ateco che finora hanno beneficiato dei ristori ma una platea più ampia di imprese». In questo modo il titolare del Tesoro ha di fatto confermato il cambio di indirizzo che il governo intende dare all’utilizzo dello scostamento di bilancio da 8 miliardi approvato ieri grazie all’appoggio determinante del centrodestra. Si tratterà di mettere in campo una vera e propria tregua fiscale.

Ma come funzionerà? «Questo scostamento – ha proseguito il ministro – ci consentirà di intervenire sulle prossime scadenze fiscali attraverso una loro sospensione, più larga di quella attuata fino ad adesso che riguardava solo settori del codice Ateco oggetto di restrizione e di ristori». E per mettere a punto i dettagli Gualtieri ha incontrato ieri pomeriggio i capigruppo della maggioranza per fare il punto. Oggetto del confronto è stato, soprattutto, la definizione della soglia minima di perdite delle imprese e delle partite Iva per poter beneficiare del rinvio delle scadenze fiscali in arrivo. Si sta valutando una soglia minima di almeno il 33% ma al ministero sono in corso le valutazioni e l’accesso potrebbe alla fine essere più restrittivo. In ogni caso, l’obiettivo è lo stop degli acconti Irpef, Ires, Irap del 30 novembre per tutte le partite Iva e le imprese fino a 50 milioni di fatturato. I tributi dovrebbero essere versati il 30 aprile, ma l’intesa ancora non c’è (si ipotizza anche fine marzo) e la decisione sarà presa nel prossimo Consiglio dei ministri in modo da pubblicare il testo domenica sera in Gazzetta Ufficiale . Il discrimine, come detto, sarà la soglia di calo del volume d’affari nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Dovrebbe entrare nel decreto anche la proroga delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio del 10 dicembre. L’idea di fondo è quella di sospendere, attraverso il dl Ristori-quater, i versamenti Iva, i contributi previdenziali e le ritenute fiscali dei dipendenti di metà dicembre nonché l’acconto annuale dell’Iva in scadenza il 27 dicembre. Per superare eventuali resistenze della parte della maggioranza più ostile a imprese e autonomi è prevista una «dotazione» per il passaggio parlamentare del quarto decreto in modo da «ammorbidire» il Parlamento.

Sul fronte dei ristori veri e propri, invece, si confermerà la linea già espressa dal governo nei giorni precedenti. Il periodo natalizio «sottotono» comporterà rimborsi cospicui per gli operatori turistici, come già anticipato dal ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia. «In base ai codici Ateco, skilift e seggiovie possono contare sul 200% di quanto ottenuto con il dl Rilancio e i rifugi montani il 150%».

L’incontro tra Gualtieri e Le Maire di ieri, tuttavia, ha gettato qualche ombra sulla comune linea in ambito fiscale che i due Paesi intendono perseguire. La digital tax, Oltralpe, si applicherà già dal 2020. «Abbiamo discusso su un tema importante a livello globale ed europeo: quello della tassazione, della digital tax e del livello minimo di tassazione», ha detto Gualtieri, che ha aggiunto: «Sono due pilastri in cui siamo impegnati in una battaglia comune per raggiungere un accordo a livello globale che come presidenza italiana del G20 vogliamo rilanciare». La tassa, pur colpendo colossi come Amazon, Google e Facebook, contribuirà a un incremento dell’inflazione.



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