Approvato il decreto Ristori: chi avrà i soldi sul conto corrente (e quando)

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Ristori. Tradotto: soldi per le imprese colpite dall’ultima serrata decretata dal Dpcm dello scorso 24 ottobre. Si aggiungono nuove attività e nuove categorie di lavoratori alla lista di quelle che avranno diritto ad un aiuto dello Stato. Entrano ad esempio gli attori, le biglietterie esterne e le società di noleggio per gli eventi: tutte attività che in teoria non vengono chiuse, ma che in ogni caso vengono colpite neanche troppo indirettamente. Nella lista entrano anche i tassisti e gli Ncc. La cancellazione della seconda rata dell’Imu, in scadenza il 16 dicembre, dovrebbe riguardare tutte le attività colpite dall’ultimo Dpcm. Non solo le palestre e le piscine, che chiudono, dunque. Ma anche i ristoranti e i bar, che devono ridurre l’orario di apertura.

L’ammontare del contributo a fondo perduto previsto dal dl Ristori non potrà superare i 150mila euro. Lo si legge nella bozza del decreto discusso oggi in Cdm. “Al fine di rendere quanto più rapida possibile la corresponsione del contributo – si legge nella relazione illustrativa all’art.1 – la norma stabilisce che la somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto legge Rilancio, parametrando la somma da corrispondere ad una percentuale della somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato determinato sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019″.

Viene demandato a un nuovo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, la regolamentazione tecnica della disposizione. E, in particolare, la definizione dei termini e delle modalità per consentire la trasmissione delle istanze da parte dei soggetti che non avevano trasmesso la richiesta di contributo ai sensi dell’articolo 25 del decreto Rilancio.

Stando alla bozza, le categorie che potranno accedere ai rimborsi sono le seguenti: ristori del 400% per discoteche, sale da ballo, night club e simili. Del 200% per stadi, cinema, piscine, parchi divertimenti, sale giochi, palestre e sale bingo. Del 150% per ristoranti, alberghi, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna. Del 100% per gelaterie e bar (senza cucina).

È previsto, poi, lo stop fino al 31 dicembre alle procedure esecutiva per il pignoramento immobiliare dell’abitazione principale del debitore. Il decreto contiene una misura che proroga il sostegno ai 42mila lavoratori dello spettacolo che hanno percepito il bonus nei mesi scorsi, quindi un’ulteriore tranche da mille euro. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in audizione alla Commissione istruzione e beni culturali del Senato. “Stiamo facendo le valutazioni tecniche”, ha spiegato Tridico, e “stiamo valutando la possibilità di estenderla anche alle partite Iva del settore spettacolo”. “Ma si tratta – ha precisato – di una valutazione che non è ancora norma”.

Sarà possibile rimborsare con voucher i biglietti per gli spettacoli dal vivo bloccati dal Dpcm nel periodo dal 24 ottobre fino al 31 gennaio. Il rimborso vale per i biglietti acquistati dal 1 al 24 ottobre 2020 non fruiti alla data di entrata in vigore del Dpcm e non fruibili entro il 31 gennaio 2021.

Reddito di emergenza anche per il mese di novembre per chi ne ha già beneficiato. Sei settimane di cassa integrazione Covid aggiuntivi, riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo del decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104, e ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive al fine di fronteggiare l’emergenza. Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. Stop ai licenziamenti fino al 31 gennaio. All’articolo 7 del decreto Ristori c’è il pacchetto export, a quanto si apprende fortemente voluto dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per finanziare con i ristori anche le fiere internazionali saltate a causa dell’emergenza Covid. Nel pacchetto export ci sono inoltre 400 milioni in più per quello che viene definito il “Fondo 394” di Simest, finalizzato ad aiutare le imprese a internazionalizzarsi.

Al fine di sostenere e implementare il sistema diagnostico dei casi di positività al virus è autorizzata per l’anno 2020 l’ulteriore spesa di euro 30 milioni affinché i medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta possano effettuare i tamponi antigenici rapidi. “Si tratta – si legge nella relazione illustrativa – di una misura urgente e assolutamente necessaria anche per allentare la pressione sui Dipartimenti di prevenzione delle asl e per ridurre i tempi di attesa dei numerosi assistiti che attendono di poter eseguire un tampone in quanto identificati quali “contatti stretti” di casi confermati di Covid-19“.



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