Al Senato numeri incerti. Conte apre al rimpasto per blindare la poltrona

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si prepara al doppio round parlamentare: oggi alle ore 12 sarà a Montecitorio per le comunicazioni sull’emergenza Coronavirus. Alle 17 varcherà, invece, il portone di Palazzo Madama. Al Senato c’è l’incognita dei numeri: la discussione si concluderà alle 20 e 30 con il voto finale sulle risoluzioni. Alla Camera non c’è alcuna difficoltà. Il premier teme lo sgambetto di Italia Viva al Senato, dove i numeri della maggioranza giallorossa sono in bilico. Il partito di Matteo Renzi chiede una modifica dell’ultimo Dpcm con un alleggerimento delle misure. Italia viva è contraria all’ipotesi di chiudere i negozi alle 18. Mentre nel governo sta prevalendo la linea rigorista con il via libera all’inasprimento delle restrizioni (atteso oggi un nuovo Dpcm). Con un occhio al doppio passaggio parlamentare, Conte prova a compattare la maggioranza: ieri il premier ha riunito i capidelegazione per mettere a punto il nuovo Dpcm. C’è una sostanziale intesa sulle prossime misure: restrizioni ma solo dopo una valutazione dell’indice Rt, Regione per Regione. Sarebbe questo l’orientamento espresso dal premier Conte. Il presidente del Consiglio chiede una copertura politica dagli alleati: basta attacchi pubblici con la pandemia che avanza. Conte mette sul tavolo una tregua. Aprendo all’ipotesi, quando sarà superata la fase critica, di un rimpasto alla squadra di ministri.

Il premier vuole allentare la tensione. Ma dal Pd continua il pressing per un tavolo di maggioranza. Ieri sia il segretario dem Nicola Zingaretti che il ministro delle Finanze Roberto Gualtieri hanno rinnovato l’appello al premier. «Questo è un governo che nasce da partiti diversi che non pensavano di lavorare insieme e io penso che ha fatto molto bene tenendo conto che è nato in una circostanza particolare. Pochi pensavano che avrebbe raggiunto questi risultati partendo da una situazione così difficile. Può fare meglio? Sì. È bene che si definiscano con chiarezza alcune priorità, alcuni punti comuni per usare al meglio gli anni che ci separano dalla fine della legislatura? Sì. Quindi è giusto che si faccia questo tavolo per rafforzare la coesione e cercare di fare meglio» ha commentato Gualtieri a Mezz’ora in più su Rai 3. Sempre dal programma di Lucia Annunziata, Zingaretti si è dichiarato dispiaciuto per la mancata collaborazione tra maggioranza e opposizione: «Dovremmo cercare un confronto e un coinvolgimento delle forze di opposizione, certo poi ognuno si assume le proprie responsabilità, molto brutalmente verranno fuori anche le differenze. Il dialogo è quello che ho sempre auspicato e penso e so che un tentativo va portato avanti, soprattutto ora che siamo in questa condizione, penso che avere la condivisione di alcune misure generali sia un fatto positivo. Un luogo unitario di consultazione permanente? Io me lo auguro ma la vedo difficile, ma almeno vorrei un clima di rispetto».

Ma Conte continua a incassare picche dalle opposizioni. Ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha usato parole dure: «Sabato sera è arrivata la telefonata alle 8 del presidente Conte: collaborazione non è telefonarti il sabato sera per annunciarti che lunedì sera fai un decreto di cui verrai informato». Fallita la trattativa per aprire un canale di dialogo con le opposizioni, a Conte non resta che blindare la maggioranza. Per evitare scherzetti nel voto sulle risoluzioni al Senato.



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