“Accuse pretestuose e modi incomprensibili”. Fi isola il caso Gelmini

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Tanto tuonò che piovve. Le prese di posizioni di Mariastella Gelmini sono diventate un caso in Forza Italia. L’assenza della ministra alla kermesse napoletana ha fatto rumore soprattutto per le sue richieste di chiarezza per la posizione sulla Nato e sul conflitto in Ucraina e sul dialogo interno al partito, dopo la mal digerita nomina di Licia Ronzulli a commissario lombardo.

Tanto la sua voce è risultata fuori dal coro per i cronisti politici che lo stesso Matteo Salvini si è sentito in dovere di difendere l’amico e l’alleato: «Sarebbe meglio contare fino a cinque prima di criticare Berlusconi». Scontata la replica della diretta interessata («Invito il segretario della Lega a rispettare il dibattito interno ad un partito che – per il momento – non è il suo. Ho posto in Forza Italia un tema di linea politica su una posizione che comprendo bene non sia quella di Salvini, ma che riguarda la collocazione europeista ed atlantista di Forza Italia»).

E in tutta la giornata ieri si sono susseguiti commenti piccate, accuse e repliche. Fino a sera quando è trapelata da Arcore l’irritazione dello stesso leader azzurro. Un «atteggiamento incomprensibile, parole pretestuose e offensive contro uno che è stato per due volte a capo del G8 e una a capo del G7. Roba da matti», si sarebbe sfogato Berlusconi al telefono con chi lo ha sentito ieri sera, mentre dal suo partito i luogotenenti hanno messo in chiaro che il malumore non è diffuso, ma è solo del ministro per gli Affari regionali.

Antonio Tajani, a esempio, aveva inizialmente gettato acqua sul fuoco ricordando che un grande partito popolare vive anche di dialettica interna. Poi, però, dopo le ultime prese di posizione della Gelmini, ha cambiato registro. «Una singola opinione – ha replicato – non rappresenta una divisione, ma danneggia un’intera comunità umana e politica che proprio in questi giorni ha trovato entusiasmo ed un nuovo slancio attorno al proprio leader. I nostri elettori non ci chiedono polemica, ma impegni seri e quotidiani per risolvere i problemi dei cittadini». A stretto giro di posta è arrivata la controreplica della Gelmini: «Caro Antonio, responsabile sì ma con la schiena dritta». «Schiena dritta? – l’immediata risposta del coordinatore nazionale di Forza Italia – Io sempre a viso aperto al governo, in parlamento e nelle piazze, per rispettare la volontà degli elettori».

È tutto il partito, però, che si schiera con il suo leader. A iniziare da Renato Brunetta che ha ricordato come sia stato lo stesso Berlusconi a Napoli a ripetere che il centrodestra per vincere deve tornare ad avere una forte connotazione liberale, cristiana, garantista, europeista e atlantista». E la posizione della Gelmini è apparsa ancora più isolata con la scesa in campo dei capogruppo di Camera e Senato per ricordare che «Forza Italia è unita intorno a Berlusconi (Barelli) e che la «sua posizione pacifista è sempre stata chiara» (Bernini).

«L’unico malumore nel partito è quello della Gelmini» replica Alessandro Cattaneo, responsabile dei dipartimenti del partito azzurro, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7. «A me dispiace perché su tutti i giornali si parla solo di questo – aggiunge Cattaneo -. Ed è un grandissimo rammarico, perché abbiamo fatto una due giorni straordinaria». Secondo Cattaneo, il ministro per gli Affari regionali «contesta un metodo, quello con cui si è arrivati al coordinamento della Lombardia, che è lo stesso metodo che per vent’anni ha portato la stessa Gelmini a fare il coordinatore regionale, il capogruppo, il ministro. Credo stia usando pretestuosamente il tema della Russia. Se fosse stata a Napoli, avrebbe ascoltato parole chiare e non avrebbe rilasciato dichiarazioni che fanno apparire il partito diviso».


Fonte originale: Leggi ora la fonte